Forse un po' di persone, nella frenesia della routine giornaliera si sono dimenticati di che giorno si tratta oggi.
Probabilmente se lo saranno poi ricordati guardando il telegiornale.
Mi sento comunque in dovere anch'io di ricordare undici anni fa.
Quell' 11 Settembre 2001, una giornata come tutte le altre per il mondo intero, diventata in pochi istanti l'incubo di molte famiglie. Oggi giorno la data è ricordata per la caduta delle due torri gemelle del World Trade Center, colpite da due aerei. Ma i voli suicidi di quel giorno furono quattro. Il terzo aereo di linea fu fatto schiantare dai dirottatori contro il
Pentagono. Il quarto aereo, diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington, si schiantò in un campo vicino Shanksville, nella Contea di Somerse.
Questi attacchi terroristici procurarono la morte di circa tremila persone. I sogni di tremila persone infranti da qualcuno che ha gettato la propria vita per ucciderne delle altre. è una cosa impensabile.
Come può un uomo solamente sfiorare il pensiero di togliersi la vita e di ammazzarne delle altre innocenti?
Migliaia di famiglie che aspettavano il padre, il marito, il fratello, lo zio, il cugino, la mamma, la moglie, la zia, la cugina,la sorella, il fidanzato, la fidanzata (...) a casa.
Che modo ignobile di abbandonare tutto e tutti. Cosa avevano fatto di male per meritarselo? Nulla. Stavano vivendo anch'essi, come noi ieri, oggi, domani (...) la loro routine quotidiana, magari non vedendo l'ora di abbracciare i propri figli o i propri compagni.
Cosa che mi incuriosisce molto sono i moventi di questo attentato.
L'esperto di anti-terrorismo Richard Clarke ha spiegato, nel suo libro Against All Enemies,
che le scelte di politica estera degli Stati Uniti, inclusi «il
confronto con Mosca in Afghanistan, l'invio delle forze armate
statunitensi nel Golfo persico» e «il rafforzamento di Israele come base
per un fianco meridionale contro i sovietici», contribuirono a formare
le motivazioni di al-Qāʿida.
Altri, come il corrispondente dall'estero dell'Observer
Jason Burke, sottolineano l'aspetto politico dei moventi, affermando
che «bin Laden è un attivista con un'idea molto chiara di ciò che vuole e
di come spera di ottenerlo. Questi mezzi possono essere molto distanti
dalla normale attività politica [...] ma la sua agenda è
fondamentalmente politica».
(Wikipedia)
Per quel poco che io ne posso sapere, credo che tremila e ripeto
tremila vittime siano troppe per motivi politici,militari o quant'altro. Credo che delle povere persone comuni non centrino nulla con tutto ciò che riguarda la politica. Credo anche che la violenza non risolvi nulla. Anzi crea ancora più scompigli, ancora più lotte. Forse lo scopo era anche questo, creare disagi negli anni a venire.
Che razza di uomini esistono al mondo. Se si possono definire tali.
Molti aiuti vennero offerti poi agli Stati Uniti da molte nazioni.
Ci sono molte versioni sull'accaduto e nessuna sembra ancora essere la più certa per tutti.
Tremila uomini che non hanno potuto realizzare i loro sogni,
tremila uomini che non hanno potuto raggiungere le proprie famiglie, forse padri che non hanno potuto veder nascere i loro figli. Figli mai nati. Madri mai diventate tali. Mogli che non hanno più rivisto i loro mariti e viceversa.
Che razza di destino, povere anime.
Solo con il nostro sostegno e la nostra memoria quelli potranno avere un briciolo di giustizia per ciò che è accaduto loro.
Quindi non dimentichiamo. Possiamo dimenticare amori finiti, amicizie infrante, brutti voti, cattivi colleghi, ma non questo. Tutto ciò non può essere accettato, non può essere accantonato.
-Qualcuno da Amare.